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"Solo il dovere, oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei negli anni 1938-1943".

Date:

02/04/2019


E' stata inaugurata il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria 2019, presso la Casina dei Vallati, sede della Fondazione Museo della Shoah, la mostra "Solo il dovere, oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938 - 1943". Alla Cerimonia inaugurale, presieduta dal Presidente della Fondazione Mario Venezia, ho portato il saluto del Signor Ministro, impossibilitato a partecipare per la concomitante missione in Israele, iniziata proprio con le celebrazioni del giorno della memoria nella Tenda della Rimembranza dello Yad Vashem a Gerusalemme. Al partecipato evento di inaugurazione erano presenti oltre alle Autorità italiane (Massimiliano Smeriglio, Vice Presidente Regione Lazio; Luca Bergamo, Vice Sindaco di Roma Capitale) ed ai rappresentati della Comunità ebraica e del corpo diplomatico qui accreditato, anche i sopravvissuti ai campi di sterminio, Sami Modiano e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.
La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Museo della Shoah e questa Unita'. Infatti molti dei documenti, in gran parte inediti, sono il frutto di un accurato lavoro di indagine archivistica condotto dai ricercatori della Fondazione con la guida e la consulenza del personale dell'Archivio Storico Diplomatico.
La fruttuosa collaborazione ha preso avvio lo scorso gennaio 2018 in occasione della Conferenza sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli individui nella lotta all'antisemitismo nell'area OSCE, organizzata presso il palazzo della Farnesina come momento inaugurale della Presidenza di turno italiana dell'OSCE. In quella circostanza l'Archivio Storico e la Fondazione Museo della Shoah hanno esposto, ciascuno per propria parte, una selezione del rispettivo patrimonio archivistico e museale; ne è nato un immediato e reciproco interesse ad una collaborazione scientifica più stretta, di cui la mostra attuale è il frutto.
I documenti dell'attuale mostra illustrano gli effetti della promulgazione delle leggi razziali del 1938 sulla vita dell'Amministrazione degli Affari Esteri e sulle linee di indirizzo della politica estera italiana nonché' le complesse e talvolta contraddittorie reazione della diplomazia nazionale di fronte alla tragedia delle deportazioni. In particolare, alcuni documenti, lettere ed appunti ministeriali permettono di ritrovare voci che sentirono il dovere di segnalare il carattere coattivo e persecutorio della politica razzista tedesca (come si legge nell'appunto del Ministro Luigi Vidau, capo della DG Affari Generali, del 25 febbraio 1943) o che invocarono una reazione contraria ai piani di sterminio elaborati da Berlino (come si legge nell'appunto del Ministro Luca Pietromarchi, Capo dell'Ufficio Armistizio e pace del Gabinetto, del 18 agosto 1942).
Si racconta inoltre di come alcuni diplomatici non si limitarono a denunciare con le parole, ma operarono in prima linea, rischiando la ritorsione dei militari tedeschi, per sottrarre persone di origine ebraica dal tragico destino della deportazione. Accadde in casi già noti, come a Salonicco, dove operarono i Consoli Guelfo Zamboni e Giovanni Castruccio (la cui figlia era presente all'inaugurazione) e a Parigi, dove operava il Console Vittorio Orlandini.
Ma accadde anche in luoghi e circostanze che i nuovi documenti dall'Archivio Storico illustrano ora nel dettaglio. Nella mostra viene ripercorsa, per la prima volta, la vicenda del Console Roberto Venturini, in servizio durante gli anni della guerra presso il Consolato di Skopije, che riuscì a salvare dalla deportazione, oltre a famiglie di passaporto italiano, un centinaio di ebrei di nazionalità albanese e spagnola.
Non vengono omessi riferimenti a pagine meno gloriose, ricordando come alcuni diplomatici italiani sposarono la politica tedesca di persecuzione, facilitando l'attuazione dei piani di sterminio. Come sottolineato dal Ministro Moavero nella sua prefazione al Catalogo della mostra, infatti, il principale motore di questa collaborazione "non va ricercato nel mero intento di onorare i migliori tra i rappresentanti del corpo diplomatico. Piuttosto si tratta di corroborare il messaggio, attualissimo, rivelato dalla loro stessa esperienza e azione", ricordando che "la volontà e la capacità di scongiurare ogni, seppur minimo rischio di ritorno di forme di sciagurata analogia con quei tempi oscuri, va fortificata dalla consapevolezza che è possibile seguire la propria coscienza, non avere paura e trovare la forza interiore di reagire e il coraggio di non rassegnarsi al pregiudizio e alla barbarie".
La mostra rimarrà allestita fino al 14 luglio 2019 e sarà visitabile dalla domenica al giovedì, dalle ore 10.00 alle 17.00, ed il venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00, presso la Casina dei Vallati (Via del Portico d'Ottavia n. 29). L'ingresso è libero. Qui la locandina


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