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Inizia il viaggio in Asia della mostra “La Grande visione italiana. Collezione Farnesina”. La mostra racconta la storia dell’arte italiana dal Novecento ad oggi, attraverso settantuno opere selezionate da Achille Bonito Oliva

[NOVA.news]

E’ stata presentata oggi pomeriggio alla Farnesina la mostra itinerante “La Grande Visione Italiana. Collezione Farnesina”, realizzata dalla Direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, con la curatela di Achille Bonito Oliva, che sarà inaugurata il 6 febbraio a Singapore, per poi toccare Tokyo, Nuova Delhi e Seul. All’evento, presieduto dalla sottosegretaria di Stato Maria Tripodi e introdotto dal direttore generale per la Diplomazia pubblica e culturale, ambasciatore Pasquale Terracciano, hanno preso parte anche il curatore della mostra Achille Bonito Oliva, l’ambasciatore Umberto Vattani, ideatore della Collezione, e Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee – Museo Madre.

“La Grande Visione Italiana. Collezione Farnesina” racconta un avvincente viaggio nella storia dell’arte italiana dal Novecento ad oggi, attraverso settantuno opere selezionate da Achille Bonito Oliva, di oltre sessanta grandi artisti scelti a rappresentare l’arte italiana, da Boccioni a Carla Accardi, da Mimmo Jodice a Michelangelo Pistoletto, passando per Mario Merz fino a Grazia Varisco. L’esposizione presenta al grande pubblico internazionale alcune opere scelte dalla Collezione Farnesina che, allestita negli spazi del ministero degli Affari esteri, si è distinta negli anni come una raccolta dinamica volta a valorizzare il meglio dell’identità̀ contemporanea italiana attraverso percorsi artistici di livello museale.

In occasione della mostra, è stato realizzato con Silvana Editoriale un catalogo bilingue che raccoglie testi istituzionali e critici con i contributi di Achille Bonito Oliva, Cristiana Collu, Valentino Catricalà, Paola Marino, Luca Massimo Barbero, Angela Tecce ed un’intervista di Paola Damiani all’ambasciatore Umberto Vattani, che ripercorre tutte le tappe della Collezione Farnesina. L’esposizione, in programmazione da febbraio ad agosto 2023, avrà come tappe all’estero le città di Singapore, Tokyo, Nuova Delhi e Seul in una doppia sede espositiva, istituzionale e pubblica, aprendo un dialogo tra ambasciate, Istituti italiani di cultura e importanti musei locali volto a promuovere il meglio del panorama artistico italiano.

“La mostra itinerante ‘La Grande visione italiana. Collezione Farnesina’ non è solo una mostra, ma è un’offerta di dialogo”, ha dichiarato la sottosegretaria agli Affari esteri Maria Tripoli in occasione della presentazione della mostra. Gli artisti “guardano all’Asia con curiosità e attenzione, alla ricerca di nuovi ponti da costruire”, ha affermato Tripoli, indicando il desiderio di “favorire scambi”. “Sono convinta che l’arte e la cultura hanno il compito di avvicinare i popoli. Senza questo humus è difficile lavorare per la pace”, ha aggiunto, sottolineando che la diplomazia culturale serve per la pace. “Intendiamo promuovere all’estero un’immagine di Italia innovativa. Uno degli obiettivi del governo deve essere il rafforzamento della diplomazia della crescita”, ha spiegato.

Per Tripoli la mostra itinerante è “un’iniziativa davvero molto importante”. Ricordando “l’intuizione” avuta dall’ambasciatore Umberto Vattani oltre 20 anni fa, Tripodi ha affermato: “La mostra è una iniziativa particolarmente significativa di diplomazia culturale. La grande visione italiana si pone come obiettivo di esprime al pubblico estero il meglio dell’arte italiana attraverso 71 opere”. “Avremo l’opportunità di ammirare oltre 60 artisti scelti per rappresentare l’arte italiana. E’ una mostra contemporanea, per contenuti e obiettivi e nasce per essere portata in Asia, nella regione più dinamica del mondo”, ha proseguito. Citando la presa di coscienza della Farnesina sulle dinamiche della geopolitica, Tripodi – che sarà presente all’inaugurazione il 6 febbraio a Singapore –, ha evidenziato che la mostra itinerante toccherà Tokyo, Nuova Delhi e Seul, “sedi strategiche per la nostra proiezione”. “Sentiamo il bisogno di essere presenti con il meglio della produzione artistica negli ultimi decenni”, ha concluso.

La Collezione Farnesina “nasce dall’intuizione dell’ambasciatore Umberto Vattani e risponde a un’esigenza: la cultura come grande strumento di proiezione e di soft power nel mondo”, ha detto l’ambasciatore Pasquale Terracciano, direttore generale per la Diplomazia pubblica e culturale, in occasione della presentazione della mostra itinerante “La Grande visione italiana. Collezione Farnesina”. “Come super potenza culturale veniamo percepiti come cassaforte della tradizione classica, in realtà siamo un Paese dinamico – ha aggiunto –. L’intuizione di Vattani fu sfruttare la sede come una sorta di museo vivente dell’arte del XX e XXI secolo, con oltre 600 opere che illustrano la vitalità della scena artistica contemporanea”. L’ambasciatore ha indicato che i visitatori del palazzo della Farnesina hanno un impatto visivo “che ci viene invidiato da altri Paesi”, per questo “abbiamo pensato di fare una mostra”.

La mostra itinerante nasce dall’esigenza di proiettare nel mondo anche il vasto patrimonio culturale italiano. Al riguardo, l’ambasciatore Vattani ha auspicato nel suo intervento che la mostra dopo le tappe nei Paesi asiatici possa raggiungere New York in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu di settembre. “Mi fa molto piacere che inizi in un continente che è molto importante per noi, ma mi auguro che finisca a New York”, ha dichiarato il diplomatico. “La Grande Visione Italiana. Collezione Farnesina” è l’avvincente viaggio nella storia dell’arte italiana dal Novecento ad oggi, attraverso settantadue opere selezionate da Achille Bonito Oliva dalla Collezione Farnesina, straordinaria raccolta d’arte del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale d’Italia. Esperienza unica al mondo attuata da una istituzione pubblica che, dalla fine degli anni Novanta, ha con passione e tenacia costruito una collezione dinamica che testimonia la ricchezza di un patrimonio culturale che vive anche negli spazi del palazzo del ministero degli Esteri a Roma con un’attività espositiva di livello museale. La mostra è stata realizzata con lo sviluppo curatoriale di Paola Marino, il coordinamento organizzativo di Simona Rossi, il progetto espositivo di Anna Fresa e la produzione di Dafna ets.

Tutte le avanguardie hanno abitato il Palazzo della Farnesina. Un progetto di grandissima qualità̀ che merita di essere raccontato, rivitalizzato da un percorso affascinante tra opere di scultura, mosaico, pittura, fotografia e installazioni che confermano e ridisegnano il racconto di un paese in cui l’arte si fa manifesto di civiltà̀ e stile di vita. Il titolo “La grande visione italiana. Collezione Farnesina” evidenzia l’identità dell’arte italiana nel XX e XXI secolo, articolata su una linea figurativa e un’altra astratta, entrambe confluenti infine in una sintesi che esalta l’eclettismo stilistico e la contaminazione linguistica sostenute da una base concettuale, il senso della storia e l’indicazione di una visione del mondo. La storia dell’arte italiana, la sua articolazione e sviluppo nel corso dei secoli ha esaltato il valore della memoria in una fertilità̀ iconografica che si rinnova fino all’attualità̀ del nostro tempo. La collezione della Farnesina permette di documentare questa ricchezza, sostenuta anche da un’evidente consapevolezza e spessore culturale. Pittura, scultura e fotografia testimoniano la continuità̀, la ricchezza tematica delle diverse discipline e tendenze che trovano alla fine nel loro assetto formale la possibilità̀ di parlare di “grande visione italiana”, un gran tour nella vitale creatività̀ di questo paese che ha sempre esaltato una continua ricerca di nuove forme.

Dal Futurismo parte la mostra e documenta il dinamismo che pervade la vita del XX secolo in tutti i suoi aspetti. Ma anche la sospensione del tempo, rappresentata dalla Metafisica, conferma dell’attitudine creativa di un’arte italiana che fuori dall’euforia del semplice movimento trova nelle forme della citazione della classicità̀ il modo di confermare l’affermazione di Leonardo da Vinci “L’arte è cosa mentale”. La soggettività̀ viene continuamente celebrata, come espressione singolare, a documentare un aspetto dell’arte italiana che ci accompagna dal Rinascimento ad oggi. Dadaismo e Surrealismo fanno irruzione nell’esposizione in maniera pacata e equilibrata sfuggendo alla romantica tabula rasa che invece accompagna questi movimenti in altri paesi europei. Prevale dunque il genius loci di diverse generazioni di artisti che sfuggono alla semplificazione stanziale dei riferimenti per condensare nell’opera una partecipazione dialettica alla Storia. In tal modo Futurismo, Metafisica, Informale, Pop Art e Arte Cinetica, Concettuale, Arte Povera, Transavanguardia, ritorno alla pittura e nuove sperimentazioni sino al digitale, segnano nelle diverse sale espositive la vitalità̀ inarrestabile dell’arte. L’equilibrio delle diverse forme espressive confermano l’antropologia di un’arte, quella italiana, che appartiene ad una cultura, quella mediterranea, che ha sempre fatto i conti con la storia e con la natura. La mostra intende presentare al grande pubblico internazionale l’identità̀ artistica italiana testimoniata attraverso opere scelte dalla Collezione Farnesina nel loro percorso tematico e non cronologico. Nell’attraversamento dei movimenti delle Avanguardie storiche si evidenziano anche temi di interesse globale. Visioni che spaziano dalla storia alla geografia, da una sensibilità̀ novecentesca alla spinta verso la modernità̀, dall’intimismo al confronto, dalle emergenze ambientali alle migrazioni e le nuove povertà̀ sino al dialogo e l’incontro.